mercoledì 25 novembre 2009

Claudia Giraudo in mostra presso Linea 451



Claudia Giraudo

"Il sole e la cometa"


SABATO 28 NOVEMBRE 2009 ORE 19
PERFORMANCE TEATRALE ORE 21


LIBRERIA “LINEA 451”

VIA SANTA GIULIA 40/A - TORINO

tel. 011 8136739 - info@linea451.net

-----------------------------------------------------------------------------

Programma di sala: Alle ore 21

Performance teatrale e musicale
ideata da Chiara Manganelli e Luisa Dante


Organizzazione evento: Chiara Manganelli
Testi e sceneggiatura: Chiara Manganelli
Regia: Luisa Dante
Costumi e oggetti di scena: La Bottega dell'Attore in Viola
Direzione artistica: Marzia Scarteddu
Interpreti: Chiara Manganelli e Luisa Dante
Musiche tratte dalla Suite num 2 per violoncello di J.S.Bach
Violoncellista: Alex

Da dove abbia origine la creazione dell'universo come lo conosciamo e lo concepiamo, è un controverso mistero su cui l'umanità si interroga da sempre.
Anche l'arte, intesa come atto creativo (oltre che interpretativo) della realtà, è un insoluto enigma seducente.
Questa performance teatrale fornisce allo spettatore alcuni spunti per riflettere e interrogarsi sul potere della creazione, non di un fantomatico dio, ma dell'essere umano.
Il prologo di questo spettacolo ci porta nell'indifferenziazione, nell'Unità totale, da cui ogni cosa ha origine, ma in cui nulla possiede ancora consistenza e sembianza.
Dal Vuoto, dal Nonessere (concetti che non hanno affatto una connotazione dispregiativa e negativa, ma incarnano semplicemente il “preludio” assoluto di ogni cosa), mediante l'Amore, suprema forza creativa primordiale, prende vita il movimento cosmico, e, dunque, anche la creazione artistica.
La musica rappresenta questa forza originaria, è l'Armonia che dà al Nonessere l'impulso per divenire Essere, è l'energia palpitante che muta la materia in opera d'arte e l'uomo in artista.
Nella seconda parte dello spettacolo assistiamo, attraverso un processo dialogico, all'integrazione tra l'aspetto giocoso e irrazionale dell'esperienza artistica, e quello razionale e ordinatore.
L'artista, dunque, in estrema sintesi, altro non è che un demiurgo, secondo l'accezione platonica del termine: egli è una sorta di artefice divino, una forza cosmogonica che dà forma e ordine alla materia, creando un ponte tra il mondo delle idee e il mondo fenomenico.
E lo spettatore, a sua volta, deve trasformarsi in “attore” affinché l'opera d'arte possa ritenersi compiuta: colui che osserva la creazione artistica non si deve limitare a contemplarla in modo distaccato e distante, ma è chiamato a entrarvi dentro, a specchiarvisi, per scoprire in essa qualcosa di sé e farla propria.

Chiara Manganelli

lunedì 9 novembre 2009

Claudia Giraudo in mostra presso Hair Déco

Queste sono le foto della serata di inaugurazione della mostra di Claudia Giraudo presso Hair Déco. Grande partecipazione del pubblico dalle 19 alle 23, flusso continuo e ricambio di gente.
Hanno partecipato circa 150 persone! Claudia ringrazia tutti i partecipi...





























lunedì 19 ottobre 2009

IL VOLTO, INCARNAZIONE DEL SOGNO

IL VOLTO, INCARNAZIONE DEL SOGNO

Bottega Indaco. Che mai vorrà dire? “Bottega” implica due concetti: professionalità e umiltà. Per lavorare in una bottega, il mestiere – qualunque esso sia – devi saperlo fare, e bene: se no ti cacciano via. Da almeno un secolo in campo artistico non è più una regola scontata e universale che la professionalità, che comprende anche l’abilità manuale, ci sia: l’Artista con la A maiuscola fa tutto con la sua geniale testa, le mani può anche non usarle, non averle. Questi della Bottega, invece, le usano. Con una professionalità sana e solida che è il punto di partenza per tutto il resto.
Qui non siamo di fronte all’Artista che trasforma in Arte tutto ciò che tocca, compresi i manufatti più irrilevanti, fino alla merde d’artiste; né questa è la bottega del Maestro Pinco Pallino, i cui allievi – “ragazzi di bottega”, appunto – danno forma al novantacinque per cento di ogni pezzo che il Maestro finisce, firma e vende – ovviamente come opera tutta sua – a prezzi da capogiro. Non ci sono Maestri davanti a cui inchinarsi: qui comanda sorella Umiltà. Ognuno viaggia da sé e per sé, in piena libertà; ma ciò che lo unisce ai compagni d’avventura è più che sufficiente a tener insieme e far vivere il gruppo. La città dove la Bottega è nata non è nuova a esperienze analoghe: se vogliamo pensare in grande, ricordiamoci dei Sei di Torino…
Quelli di oggi, però, sono indaco: calati in piena New Age (guardate i volti, i capelli, i vestiti di alcuni di loro) e partecipi del suo ottimismo escatologico. Verranno i bambini indaco, piccoli geni del Bene che cambieranno il mondo e lo salveranno. Magari sono già fra noi. Nell’attesa, eccovi la Bottega Indaco. Può essere un inizio.
I volti dei bambini – a cominciare dai suoi – sono del resto da sempre presenti nei quadri di Akira Motolese, Luca Zakamoto, chiamatelo come vi pare. Del bambino guardato dall’adulto, ovvero dall’alto in basso, si vede soprattutto il volto. Il volto è “la parte per il tutto”: sintetizza tutto l’essere. Passando dall’”incarnazione del sogno” a quella che per molti è la più importante delle incarnazioni, Dio in terra, viene il mente il Volto Santo di Lucca: famoso ai tempi di Dante che l’infilò nella Commedia e non meno gettonato oggi, il nobile, ieratico Cristo è a figura intera, eppure per i Lucchesi è un volto.
Per il pittore, e ancor di più per lo scultore, “volto” significa il più delle volte “ritratto”. E il destino del ritratto è singolare: per la persona raffigurata o per chi altri ha commissionato l’opera (magari i parenti, specie se si tratta di un ritratto funerario) sembra contare soprattutto che esso sia somigliante. Per tornare ai volti di bambini, l’Ecce puer di Medardo Rosso, uno fra i suoi massimi capolavori, venne rifiutato dai genitori del fanciullo perché non era somigliante. Invece per la storia dell’arte il ritratto deve essere penetrante, deve trasmettere un’emozione nel profondo di chi gli sta di fronte.
E allora, eccoci alla mostra. Se il volto è “incarnazione del sogno”, siamo in pieno Simbolismo: nelle regioni dove camminano a passo lento o danzano le donne, nude o panneggiate, di Leonardo Bistolfi. Mentre le loro consorelle che gli artisti precedenti raffiguravano avevano nome e cognome oppure si identificavano in concetti precisi – ossia, erano allegorie: questa è l’Italia, questa è le Fede, questa è la Libertà e così via – le sue fanciulle sognanti non corrispondono a nulla, non hanno nome, il loro compito è quello di trasmettere un’emozione, uno stato d’animo. Tenendo presente che “il sogno è l’infinita ombra del vero”, come scrive il Pascoli – un poeta simbolista – in uno dei suoi versi più folgoranti.
A un certo punto del Novecento il Simbolismo pare morto, gli scultori non modellano più donne dagli occhi chiusi ma gli atleti dello Stadio dei Marmi che li tengono ben aperti e non sognano neppure di notte; quanto ai pittori, eccovi il Surrealismo, che del Simbolismo è un figlioletto un po’ strano ma sicuramente legittimo; anch’esso peraltro destinato ad essere superato da numerose correnti rivolte in tutt’altra direzione. Invece, guarda un po’, in pieno ventunesimo secolo c’è chi dà a un’esposizione un titolo come questo e nelle opere presentate mette – tra l’altro – un po’ di Simbolismo e un po’ di Surrealismo, con tutti i gradi del passaggio dal primo al secondo (in questo, Ciro Palumbo docet).
Ne viene fuori una mostra godibilissima, da centellinare lentamente come un buon cappuccino – o, meglio, come un cucchiaio di ottimo olio d’oliva extra vergine, spremitura a freddo, prodotto sulle colline circostanti la suggestiva sede dell’evento. Terminato il quale, l’indaco andrà avanti, con un entusiasmo che non sembra facile da smorzare. Entusiasmo e professionalità: un cocktail micidiale. Accidenti, dove arriveranno questi ragazzi?

Carlo Gavazzi

martedì 13 ottobre 2009

MICROCOSMI dagli orizzonti infiniti mostra personale di Ciro Palumbo



MICROCOSMI

dagli orizzonti infiniti
mostra personale di Ciro Palumbo dal 17 ottobre al 14 novembre 2009

Inaugurazione il 17 ottobre
alle ore 18
presso Galleria d'Arte Il Novecento
Via Velia, 36 Salerno

Per info:
Galleria Il Novecento
Tel. 089 220136
lucia.covella@fastwebnet.it

--------------------------------------------------------------

Studio d'Arte Palumbo
Via Frassineto, 34 - 10139 TORINO
Mobile: 347 8143278 - Tel. 011 0866597

venerdì 31 luglio 2009

...Viaggi





"...Viaggi"
Mostra Personale alle Scuderie del Granduca

Via del Garbo, 2 - Asciano (Si)
19 settembre - 2 ottobre 2009

---------------------------------------------------

Ecco alcuni dei quadri presenti alla mostra:



"Il guardiano del sogno"
cm 100x150
2007

---------------------------------------------------




"Abbandoni e silenzi"
cm 100x120
2007

-------------------------------------------------------




"Bacio fatale"
cm 100x100
2007

---------------------------------------------------




"Sospensioni"
cm 80x80
2009

-------------------------------------------------




"I combattenti"
cm 60x70
2007

--------------------------------------------------




"Sospensioni del sogno"
cm 60x70
2009

----------------------------------------------------




"Magiche sospensioni"
cm 50x60
2008

------------------------------------------------------




"Metafisiche atmosfere"
cm 50x60
2008

-----------------------------------------------------




"Quel non luogo, quel non tempo"
cm 40x50
2007

--------------------------------------------------




"L'angelo della notte"
cm 40x50
2009

-----------------------------------------------




"Metafisiche atmosfere"
cm 30x30
2008

-----------------------------------------------------

martedì 28 luglio 2009

Gli Angeli di Zakamoto a Cervo (IM) 10-22 Agosto 2009 Oratorio di S.Caterina


Segui la nascita dei quadri su facebook!